Nell’immaginario collettivo (soprattutto qui in val padana) il colore associato al concetto di “città” è il grigio. Sarà per le immagini dell’industrializzazione trovate sui libri di storia, sarà per la fissa nebbia che ci avvolge per 6-7 mesi l’anno, o ancora, sarà per lo smog dei nostri mezzi di trasporto… ma vedo tutto grigio!
Poi navigo su internet (sollecitata da Vincè) e scopro Vaxjo - una cittadina svedese.
Scopro che è circondata dal mio colore preferito: il VERDE!
Verde la natura che circonda il “vaxjosjon” (lago che da il nome alla città);
verde il riflesso del lago morto, ora resuscitato;
verde il colore dell’ecologia nei trasporti (auto ad etanolo) della produzione di energia elettrica non inquinante (pannelli solari) e del riscaldamento con impianti a biomassa.
Ma verde è anche il colore della speranza, si sà! Speranza che il nostro sistema politico possa, anche solo minimamente, somigliare al loro: 30 consiglieri al governo e 29 all’opposizione, con ideologie diverse ma un obiettivo comune “rendere la città il più verde possibile”.
Niente colpi di scena… un’imposizione dall’alto accettata di gran lunga dagli abitanti.
Vedo le foto su Flikr e, oltre a notare che il verde prevale come cromia, scopro un università all’avanguardia, un bellissimo castello immerso nella vegetazione, una sana cultura della bicicletta e, per ultimo, scopro che è la città “di lancio” del gruppo “the ARK”.
Me ne aveva parlato my boyfriend; avevamo deciso di farci un salto in estate con tappa Copenhagen; sono sempre più entusiasta della scelta e fremo al solo pensiero di visitarle entrambe!
Inutile dire che alcune realtà, in quanto tali, dovrebbero essere di esempio e replicate.
Spero che la nostra bella penisola si svegli un giorno e si accorga come tutta questa “monnezza” (e non mi riferisco solo a quella cumulata a Napoli), tutto questo grigiore, possa essere trasformato in un bellissimo, speranzoso VERDE!
